La certezza del diritto esige che le norme giuridiche siano chiare, precise e prevedibili nei loro effetti, in particolare quando possano avere conseguenze sfavorevoli per gli individui e le imprese.
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Consiglio di Stato, Sezione Quinta, sentenza n. 3359 del 7 giugno 2012

Mercato: Trasporto (FS –TPL)

Tema: piano tpl - contribuzione pubbica

Autorità:

Provvedimento:

In Pillole: I contributi pubblici al tpl hanno un vincolo legislativo di destinazione definito dalla L. 244/07 (legge finanziaria per il 2008), in cui si stabilisce espressamente che il fine della compartecipazione delle regioni a statuto ordinario al gettito dell’accisa sul gasolio per autotrazione è quello “di promuovere lo sviluppo dei servizi del trasporto pubblico locale, di attuare il processo di riforma del settore e di garantire le risorse necessarie per il mantenimento dell’attuale livello dei servizi…”: appare del tutto evidente come la previsione riguardi la promozione del servizio, la sua futura riforma e la necessità di mantenere uno standard, perciò gli aspetti futuri del trasporto pubblico locale e non vi siano invece statuizioni inerenti rimborsi per il pregresso, unica ragione che potrebbe giustificare il concorso alla percezione dei contributi anche per i soggetti che non erogano o non erogheranno più tale tipo di servizio.

Regola: L’art. 1 della legge n. 244/07, modificando la disciplina dei trasferimenti dallo Stato alle regioni destinati ad alimentare i contributi di esercizio, al comma 295, al fine di promuovere lo sviluppo dei servizi di trasporto pubblico locale ed attuare la riforma del settore garantendo le risorse necessarie per il mantenimento dell’attuale livello dei servizi, incluso il recupero dell’inflazione degli anni precedenti, ha previsto l’integrazione a decorrere dal 2008 e poi la sostituzione a decorrere dal 2011 dei trasferimenti statali erogati in precedenza con la compartecipazione delle regioni al gettito dell’accisa sul gasolio per autotrazione, fissando al comma 296 la misura di tale compartecipazione per il triennio 2008-2010 e prevedendone al comma 298 una quota ulteriore rispetto a quella del comma 296 al fine di adeguare le risorse destinate al servizio di trasporto pubblico locale.

Riferimenti Normativi: art. 1, comma 295, l. n. 244/2007

Precedenti di interesse:

Testo provvedimento/sentenza:

FATTO
La Bergamo Trasporti Ovest è società consortile di cui è socia Autoservizi Locatelli ed opera nella gestione di numerose linee di trasporto pubblico locale in Lombardia in virtù di affidamenti e conseguenti contratti di servizio, ottenuti all’esito dell’espletamento di procedure concorsuali indette ai sensi del d.lgs. n. 422/97.
L’art. 1 della legge n. 244/07, modificando la disciplina dei trasferimenti dallo Stato alle regioni destinati ad alimentare i contributi di esercizio, al comma 295, al fine di promuovere lo sviluppo dei servizi di trasporto pubblico locale ed attuare la riforma del settore garantendo le risorse necessarie per il mantenimento dell’attuale livello dei servizi, incluso il recupero dell’inflazione degli anni precedenti, ha previsto l’integrazione a decorrere dal 2008 e poi la sostituzione a decorrere dal 2011 dei trasferimenti statali erogati in precedenza con la compartecipazione delle regioni al gettito dell’accisa sul gasolio per autotrazione, fissando al comma 296 la misura di tale compartecipazione per il triennio 2008-2010 e prevedendone al comma 298 una quota ulteriore rispetto a quella del comma 296 al fine di adeguare le risorse destinate al servizio di trasporto pubblico locale.
Nonostante la Regione Lombardia avesse ricevuto tali somme dallo Stato, pari a circa 88.000.000 euro complessivi, fino al mese di giugno 2008 non aveva provveduto ad erogare nulla alle società esercenti il servizio di trasporto pubblico locale.
In seguito a numerosi solleciti, la Regione comunicava che era in procinto di definire con le amministrazioni interessate e con le principali associazioni di categoria un patto per il trasporto pubblico locale, al fine della revisione delle risorse destinate a sostenere i costi di esercizio del servizio.
Con nota del primo dicembre 2008 la Regione Lombardia comunicava a tutti gli operatori del settore la sottoscrizione del patto succitato, avvenuta in data 11 novembre 2008 e recepita con delibera di Giunta n. 8475 del 19 novembre 2008.
Il patto prevedeva, per il 2008, il versamento di un terzo della somma dovuta alle imprese entro 30 giorni dalla sottoscrizione del patto; i restanti due terzi sarebbero stati versati dopo la sottoscrizione della rinuncia ad ogni pretesa esistente per gli esercizi anteriori al 2008 da parte delle imprese titolari di almeno il 95% dei contributi dovuti dalla regione; l’onere della rinuncia sussisteva solo in relazione alle pretese non definitivamente accertate giudizialmente (cfr. artt. 1, comma 6, 2, commi 1, 2, 3 del patto).
La deliberazione della Giunta regionale 15 luglio 2009, n.8/9849 (pubblicata sul BURL 27 luglio 2009, serie editoriale ordinaria) di "Attuazione degli impegni della sezione 1 del Patto per il trasporto pubblico locale in Lombardia sottoscritto l'11 novembre 2008", disponeva che "alle Scarl esercenti nel 2008 saranno liquidate le risorse in proporzione ai singoli componenti associati che hanno presentato la dichiarazione di rinunzia conforme al modello regionale".
La Bergamo Trasporti Ovest effettuava l’atto di rinuncia, ma altrettanto non faceva la sua socia Autoservizi Locatelli.
La s.c.a r.l. riceveva allora il primo terzo di contributo. Tuttavia, successivamente veniva inserita fra i soggetti che la Regione riconosceva quali titolari del diritto alla corresponsione degli ulteriori due terzi di contributi, a cui provvedeva a versarne l’85% nel mese di agosto 2009, con sottrazione della quota relativa alla consorziata Autoservizi Locatelli.
La Bergamo Trasporti Ovest proponeva ricorso al TAR della Lombardia il quale, con sentenza n. 1239 del 5 maggio 2010, respingeva le eccezioni pregiudiziali e lo accoglieva, sul presupposto che la legge finanziaria per il 2008 non prevedesse esclusioni dal riparto dei fondi basate sulla condizione della rinuncia alle liti pendenti, così come richiesto dalla Regione.
La Regione Lombardia notificava il 27 luglio 2010 appello in Consiglio di Stato, sostenendo in primo luogo la violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato da parte della sentenza impugnata, in quanto questa avrebbe disatteso la domanda di annullamento dei provvedimenti impugnati e avrebbe trasformato quindi l’azione in azione di adempimento, affermando solo l’obbligo della Regione a corrispondere i contributi; dall’altro la domanda della ricorrente sottintendeva un rapporto di dare/avere, con il conseguente difetto di giurisdizione del giudice amministrativo;in terzo luogo il TAR ha travisato i criteri di erogazione e ripartizione dei contributi stessi nei loro scopi; ancora, la sentenza è errata, laddove non ha ritenuto la tardività del ricorso di primo grado, travisando il valore della clausola di rinuncia alle liti; in quinto luogo il ricorso andava dichiarato inammissibile per la mancata evocazione in giudizio della Provincia di Bergamo, con la quale la ricorrente aveva in corso apposito contratto di servizio; ancora, dopo un lungo excursus sui caratteri dei consorzi e delle società consortili e l’aver ribadito che la società consortile appellata era tale solo per la gestione dei rapporti con la P.A. e non tanto per gestione dei servizi stessi, la Regione insisteva sulla correttezza dell’aver richiesto la “liberatoria” a ciascuna delle consorziate.
La Bergamo Trasporti Ovest non si è costituita in giudizio.
Dal canto suo, la Autoservizi Locatelli proponeva analogo ricorso al TAR della Lombardia, ricorso che veniva anch’esso accolto con sentenza n. 1240 del 5 maggio 2010, sulla base delle medesime considerazioni affermate nella precedenza sentenza n. 1239/10.
Anche detta sentenza veniva impugnata dalla Regione Lombardia con appello notificato il 27 luglio 2010, sostenendo in primo luogo la violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato da parte della sentenza impugnata, in quanto questa avrebbe disatteso la domanda di annullamento dei provvedimenti impugnati e avrebbe trasformato quindi l’azione in azione di adempimento, affermando solo l’obbligo della Regione a corrispondere i contributi; dall’altro la domanda della ricorrente sottintendeva un rapporto di dare/avere, con il conseguente difetto di giurisdizione del giudice amministrativo; in terzo luogo il TAR ha travisato i criteri di erogazione e ripartizione dei contributi stessi nei loro scopi; in quarto luogo il ricorso andava dichiarato inammissibile, poiché la Locatelli non svolge più servizio di trasporto pubblico locale e dunque non poteva comunque essere considerata destinataria dei contributi in questione; in quinto luogo il ricorso andava dichiarato inammissibile per la mancata evocazione in giudizio della Provincia di Bergamo, con la quale la ricorrente aveva in corso apposito contratto di servizio; ancora, dopo un lungo excursus sui caratteri dei consorzi e delle società consortili e l’aver ribadito che la società consortile appellata era tale solo per la gestione dei rapporti con la P.A. e non tanto per gestione dei servizi stessi, la Regione insisteva sulla correttezza dell’aver richiesto la “liberatoria” a ciascuna delle consorziate.
La Autoservizi Locatelli si è costituita in giudizio, sostenendo l’infondatezza del ricorso e chiedendone il rigetto.
Alla odierna udienza pubblica la causa è passata in decisione.
DIRITTO
I due appelli possono essere riuniti per essere decisi con un’unica sentenza in quanto, sia pure volti avverso due differenti pronunce del TAR della Lombardia, riguardano ambedue la vicenda dello stesso contributo regionale erogato: il primo appello è diretto contro le ragioni affermate dalla sentenza n. 1239/10 a favore del Consorzio Bergamo Trasporti Ovest, mentre il secondo concerne il diritto alle stesse provvidenze riconosciuto dalla successiva sentenza n. 1240/10 nei confronti della singola consorziata Autotrasporti Locatelli s.r.l.
La risoluzione della controversia complessiva dipende, in ogni modo, dalla censura sollevata dalla Regione nell’appello contro l’Autoservizi Locatelli (ricorso n. 201007097) ed in cui l’appellante si duole della carenza di interesse e di legittimazione della singola consorziata ad ottenere i contributi, poiché questa non svolge più servizi di trasporto pubblico locale e non può quindi essere destinataria di benefici connessi allo sviluppo ed al finanziamento di tale tipo di trasporto, sia su gomma, sia su ferro.
Il Collegio ritiene la doglianza fondata.
Il fatto che l’Autoservizi Locatelli non svolga più servizio di trasporto pubblico locale non è contestato e l’elemento della permanenza della qualità di socio di Autoservizi Locatelli in tre società consortili attive nel campo, così come sostenuto dalle difese dell’appellata e nella sentenza di primo grado, non è fatto che possa in qualche modo influire sulla ripartizione dei contributi.
Questi infatti hanno un vincolo legislativo di destinazione definito dalla L. 244/07 (legge finanziaria per il 2008), in cui si stabilisce espressamente che il fine della compartecipazione delle regioni a statuto ordinario al gettito dell’accisa sul gasolio per autotrazione è quello “di promuovere lo sviluppo dei servizi del trasporto pubblico locale, di attuare il processo di riforma del settore e di garantire le risorse necessarie per il mantenimento dell’attuale livello dei servizi…”: appare del tutto evidente come la previsione riguardi la promozione del servizio, la sua futura riforma e la necessità di mantenere uno standard, perciò gli aspetti futuri del trasporto pubblico locale e non vi siano invece statuizioni inerenti rimborsi per il pregresso, unica ragione che potrebbe giustificare il concorso alla percezione dei contributi anche per i soggetti che non erogano o non erogheranno più tale tipo di servizio.
Dalla fondatezza del motivo deriva l’accoglimento dell’appello e l’inammissibilità del ricorso di primo grado ed altrettanto inammissibile si dimostra conseguentemente il ricorso di primo grado della Bergamo Trasporti Ovest s.c.a r.l., al tempo accolto dal TAR con la sentenza n. 1239/10, visto che la società consortile non era legittimata ad insorgere al fine di ottenere benefici per un proprio socio non più attivo nel ramo oggetto del finanziamento pubblico in questione.
L’inammissibilità del ricorso di primo grado comporta il necessario accoglimento dell’appello rubricato al n. 7096/10, le cui censure sono assorbite dalla fondatezza sin qui rilevata.
Le spese di giudizio possono essere compensate, vista la peculiarità della questione ed i soggetti coinvolti.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)
definitivamente pronunciando sugli appelli, come in epigrafe proposti,
li riunisce ed accoglie l'appello n. 7097/10, assorbe l’appello n. 7096/10 e per l'effetto, in riforma delle due sentenze impugnate, dichiara inammissibili i due ricorsi di primo grado.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.